Marta Cuscunà

Giovedì
28
Marzo
21.00

di e con Marta Cuscunà
progettazione e realizzazione animatronica Paola Villani
assistente alla regia Marco Rogante
progettazione video Andrea Pizzalis
lighting design Claudio “Poldo” Parrino
esecuzione dal vivo luci, audio e video Marco Rogante
costruzioni metalliche Righi Franco Srl
partitura vocale Francesca Della Monica
assistente alla realizzazione animatronica Filippo Raschi
distribuzione Laura Marinelli
co-produzione Centrale Fies, CSS Teatro Stabile d’Innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Torino, São Luiz Teatro Municipal (Lisbona)
in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano, A Tarumba Teatro de Marionetas (Lisbona)
residenze artistiche Centrale Fies, Dialoghi– Residenze delle arti performative a Villa Manin, São Luiz Teatro Municipal, La Corte Ospitale
con il contributo de L’arboreto, La Corte Ospitale
sponsor tecnici igus® innovazione con i tecnopolimeri, Marta s.r.l. forniture per l’industria

Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies


Il mito di Fanes è una tradizione popolare dei Ladini, una minoranza etnica che vive nelle valli centrali delle Dolomiti. È un ciclo epico e i suoi contenuti sono del tutto peculiari e diversi dagli altri miti ladini: il mito di Fanes parla della fine del regno pacifico delle donne e l’inizio di una nuova epoca del dominio e della spada. È il canto nero della caduta nell’orrore della guerra. Il mito racconta che i pochi superstiti sono ancora nascosti nelle viscere della montagna insieme alla loro anziana regina, in attesa che ritorni il tempo d’oro della rinascita. Il tempo d’oro della pace in cui il popolo di Fanes potrà finalmente tornare alla vita. La messinscena si propone di unire l’immaginario ancestrale dell’antico mito ladino all’applicazione dei principi di animatronica con cui vengono animati i pupazzi, ideati e realizzati dalla scenografa Paola Villani.
IL CANTO DELLA CADUTA si inserisce nel panorama di teatro di figura italiano, ancora molto legato alla tradizione popolare, e ne scardina l’immaginario grazie alla scelta di utilizzare per la movimentazione dei pupazzi, alcune tecnologie applicate al mondo degli effetti speciali per il cinema.