Quando inizia la corrispondenza con il filosofo tedesco Günther Anders, Claude Eatherly è un uomo che ha distrutto la propria vita. La mattina del 6 agosto del 1945, dall’abitacolo dello Straight Flush, il B29 di ricognizione da lui pilotato, Claude dà l’ok definitivo per lo sgancio della bomba atomica su Hiroshima. È il solo a non riuscire a liberarsi dai fantasmi delle centinaia di migliaia di vittime innocenti che si è lasciato dietro le spalle: per questo compie furti, rapine, tenta il suicidio, abbandona la famiglia, cercando in ogni modo di rendersi colpevole agli occhi della società. Finisce così per essere rinchiuso a tempo indeterminato nell’ospedale psichiatrico militare di Waco e lì, un giorno d’estate del 1959, riceve una lettera da Vienna, firmata Günther Anders.
Günther vede in Claude l’essere umano che incarna la sua filosofia; Claude vede in Günther la possibilità di trovare comprensione e forse salvezza. Günther aiuta Claude a ricordare e a ricomporre i pezzi della propria vita, e allo stesso tempo mette in campo immaginazioni, pratiche e azioni per salvarlo dal suo destino e per riuscire a diffondere insieme un messaggio di pace tra gli esseri umani in un mondo che si rifiuta di ascoltarli. In Atomica la compagnia Muta Imago insieme agli attori Alessandro Berti e Gabriele Portoghese porta in scena lo scambio tra due esseri umani fragili e impauriti che si interrogano sul nostro ruolo nel mondo, su una natura umana sospesa tra creazione e distruzione, potenza immaginifica e male assoluto.