Pensato per i musei, si interroga sulla natura dell’esibizione dell’arte. Un gruppo di venticinque visitatori muniti di radio guide attraversa gli spazi museali guidati dalla voce dell’attrice performer. Attraverso il flusso delle parole della performer, di fronte a noi prende forma una galleria d’arte irripetibile. Una mostra orale dove quadri e autori sono collegati dall’inciampo del ricordo. Un museo immaginario fatto di quadri visti e vissuti a cui collegare un momento, un’esperienza della nostra vita. Tutto il museo risulta reinterpretato e intensificato da questa interazione. Il risultato è la scoperta, dentro un luogo perfettamente reale, di un luogo
nascosto, introspettivo e intimo, dove esistono sempre la possibilità di disorientarsi e la probabilità di perdersi.Perché attraversare un museo vuol dire sempre creare una propria mappa, una psicogeografia nella quale visto, conosciuto e vissuto si intrecciano.
Un museo senza mura che lo trasforma da spazio di conservazione in un teatro di esperienze.